Perché NON devi CAMBIARE TE STESSO per cambiare vita

Il web è pieno di messaggi che ci dicono che dovremmo cambiare vita.
Che se non siamo felici, se non abbiamo successo, se non siamo ricchi è solo colpa nostra.

Che se vogliamo combinare qualcosa, diventare qualcuno, fare cose importanti dobbiamo uscire dalla nostra comfort zone, superare le nostre debolezze, smettere di procrastinare, diventare più forti.

Se vogliamo essere come le persone di successo, ricche, importanti, dobbiamo diventare persone migliori, e se non lo siamo, è solo colpa nostra.

Ma qual è l’idea alla base di questo approccio?
L’idea è che siamo fondamentalmente sbagliati.
C’è qualcosa in noi che non va e non valiamo abbastanza. Se vuoi avere successo, anzi “essere di successo”, devi cambiare, diventare un altro, una persona forte, non debole come invece sei tu, devi sapere superare le tue paure.

Là fuori il mondo è pieno di persone migliori di te, che costruiscono grandi aziende, che diventano famose, ricche, che hanno successo in tutti i campi della vita, che hanno delle belle case, che realizzano i propri sogni, che sono felici.

Questo approccio per me è profondamente sbagliato, e tra l’altro non funziona.

Non funziona perchè in realtà aggiunge ulteriore ansia, aumenta lo stress, ci allontana dall’obiettivo di stare meglio e di fare meglio.

Non solo provi ansia, delusione, stress, rabbia, noia, ma in più ti viene detto che è colpa tua, che non sei abbastanza forte, intraprendente, che anzi sei debole e pigro.
Insomma, che sei sbagliato.
Da un lato questa cosa in effetti ti spinge a fare di più, a responsabilizzarti e smettere di credere che non dipenda da te, e può spingerti a cambiare le cose,.
Dall’altro però alimenta proprio quei meccanismi mentali che ti bloccano. La paura di sbagliare, di perdere, di scoprire che non sei capace, di non valere abbastanza, anche se ci provi.

Come ho detto e ribadisco più o meno in tutti in miei video, sono convinto che effettivamente la fortuna più grande che possiamo avere è renderci conto che la nostra felicità è nostra responsabilità e che solo lavorando su noi stessi possiamo trovarla, possiamo imparare a stare bene e anche cambiare le condizioni esterne.

Ma questo non vuol dire che siamo sbagliati, non vuol dire che c’è qualcosa che non va in noi, che dobbiamo essere persone migliori, anzi è l’opposto.

La chiave di volta per essere persone felici, realizzate, per riuscire a vivere ogni istante in tutta la sua pienezza, è liberarci dall’idea che dobbiamo essere diversi, che qualcosa non va, che dobbiamo cambiare noi stessi e diventare persone diverse per poterci meritare di più.

Siamo tutti essere viventi stupendi, e in quanto tali meritiamo tutto il rispetto e l’amore del mondo, nostro e degli altri.
E non dobbiamo fare nulla per meritarcelo.

L’idea che esista una versione migliore di noi, che ci siano essere umani migliori di altri è solo un’illusione.

Un’illusione che deriva in parte dal nostro percorso evolutivo come specie, e in larga parte da tutto quello che ci hanno sempre insegnato fin da bambini e che la società, i media, tutto quello che ci circonda continuano a ripeterci.
Ma è un’illusione della nostra mente, sono solo pensieri che, in quanto tali, esistono esclusivamente nel nostro cervello.
Ci hanno insegnato a giudicare, tutto e tutti. Qualunque cosa, qualunque persona nella nostra mente è migliore di un’altra, e peggiore di un’altra ancora.
Il giudizio ci viene così inculcato fin da bambini, che pensiamo sia la cosa più naturale e che non si possa non giudicare.
Pensiamo che non giudicare voglia dire giustificare, ma non è così. Giustificare è l’altra faccia della stessa medaglia, è una forma di giudizio.
Eppure siamo tutti capaci di osservare senza giudicare, solo che non lo sappiamo: quando guardiamo un tramonto, un neonato, quando facciamo attività fisica e siamo concentrati al 100% su quello che facciamo, quando suoniamo uno strumento o ascoltiamo una musica che ci piace non giudichiamo, o anche solo quando osserviamo un sasso, non ci chiediamo se siano giusti o sbagliati, ci limitiamo ad osservare o ascoltare e a godere di quel momento.

La vera sfida e il punto di inizio verso il cambiamento, verso la felicità, ma anche verso la realizzazione esteriore è proprio questa: riuscire a guardare se stessi senza giudicarsi, a vedere l’infinita bellezza di ciascuno di noi, in quanto esseri viventi.
Qualunque altra definizione ed etichetta ci allontana dalla nostra natura e dalla capacità di amare noi stessi davvero, profondamente, incondizionatamente.
Io non sono un ingegnere, non sono un manager, un imprenditore, un padre, un musicista, uno sportivo, uno youtuber o qualunque altra etichetta mi possa venire in mente, sono un essere vivente e in quanto tale sono espressione dell”incredibile magia della vita.
La mia esistenza è un miracolo meraviglioso.
La TUA esistenza è un miracolo meraviglioso.
Allo stesso modo non sono pigro, felice, depresso, coraggioso, intraprendente. Queste sono semplicemente defizioni astratte che esistono solo come pensieri nella mia mente.
Non è quello che possiedo a definirmi, ma neanche quello che faccio.
Solo liberandomi da tutte queste gabbie mentali posso iniziare ad osservare i miei comportamenti, prenderne coscienza senza per questo giudicarmi ed essere quindi completamente libero di cambiarli e di comportarmi diversamente.
Se ad esempio continuo a procrastinare, non è perché sono debole, o pigro. Ma perché il mio cervello, la mia mente, sta facendo di tutto per proteggermi da un pericolo che ha identificato, ad esempio nella paura di fallire e quindi di non valere niente, in pratica di vedere morire l’immagine che ho di me.
La soluzione non è pensare di dovermi migliorare, di cambiare me stesso.
Perché non è quel comportamento a definirmi. Io non sono il mio procrastinare.
Per cambiare, devo imparare a vedere ed osservare questo meccanismo mentale, riconoscerlo, prenderne coscienza senza giudicarlo, smettere di identificarmi in esso, capire che io sono altro e che questa è solo una cosa che io sto facendo in questo momento. Il mio valore come persona, come essere umano, non dipende da questo.
Capire che se il mio cervello ragiona in questo modo c’è un motivo, che deriva probabilmente da come sono stato educato, dalle esperienze che ho avuto.
Solo a quel punto sarò libero e potrò serenamente scegliere di agire diversamente.
Il segreto per me è tutto lì, prendere coscienza dei miei pensieri, smettere di crederci, di identificarmi e di giudicarmi.
Solo a quel punto sarò davvero libero e potrò vedere in ogni istante l’infinita bellezza del mondo, dentro e fuori di me.

Ovviamente è molto più facile da dire che da fare, ma si può imparare, come tutte le cose.
E per farlo, servono solo due cose: volontà e pratica.
E una terza, può aiutare molto: farsi aiutare da persone che stanno facendo la stessa cosa e hanno seguito lo stesso percorso, e magari sono un po’ più avanti di me.

Per mia esperienza, posso garantire che la ricompensa è impagabile: amare e rispettare noi stessi, come in realtà tutti meritiamo di essere amati e rispettati, è il regalo più bello che possiamo mai farci.

Da dove cominciare quindi? Dal prendere ad esempio coscienza della cosa più semplice eppure incredibilmente complessa e importante che stai facendo in questo esatto momento. Non è guardare questo video e non è pensare al tuo futuro o al tuo passato.
In questo momento, anche se probabilmente non te ne rendi conto, stai respirando.
I tuoi polmoni si stanno riempiendo di aria e l’ossigeno, che qualche pianta intorno a te ha recentemente liberato nell’aria grazie all’energia del sole, sta entrando nel tuo sangue e si sta diffondendo nel tuo corpo.
E’ un processo incredibile e complicatissimo alla base della vita e se ti fermi anche solo qualche secondo ad osservarlo, ti accorgerai di quante attività diverse il tuo corpo sta facendo in questo momento per renderlo possibile.
Se ti concentri puoi ad esempio sentire l’aria entrare e uscire dalle narici, può sentire la pancia e il petto che si gonfiano e si sgonfiano.
Più ti concentri, più sensazioni diverse puoi sentire in tutto il corpo in ogni istante di ogni respiro.
E ogni respiro in realtà è un grande regalo, che siamo abituati a dare per scontato e di cui normalmente non ci accorgiamo neanche: in questo momento per tantissime persone respirare è difficile, per tante altre è impossibile, per molte in questo momento questo respiro è l’ultimo a disposizione.

Qui c’è la chiave di tutto: imparare a prendere coscienza delle proprie sensazioni fisiche, imparare a mantenere l’attenzione su di esse, che sono poi la cosa più reale che possiamo percepire.
Così facendo, possiamo imparare a riconoscere i nostri pensieri come pensieri appunto, smettere di credere ad essi e smettere di esserne controllati.
Ci accorgeremo ad esempio che nel 90% dei casi i nostri pensieri sono il riflesso di sensazioni fisiche.
Per cui ad esempio, tornando al caso della procrastrinazione, mi accorgerò che quando penso che devo fare quella cosa che rimando da tempo e non ho mai fatto, nel mio corpo da qualche parte c’è una sensazione fisica negativa, in seguito alla quale il mio cervello mi propone pensieri che giustificano il rimandare ancora.
Ma sono appunto semplicemente dei pensieri legati a quella sensazione.
Nel momento in cui riesco a vederlo, a capirlo, senza giudicarli, è normale e giusto che la mente lavori così, posso liberamente e serenamente decidere di agire diversamente.

Come ho detto, questo non vuol dire cambiare me stesso, vuol dire semplicemente reagire in maniera diversa ad una situazione. A questa situazione, nel momento presente.

Cambiare vita, cambiare me stesso non vuol dire nulla.
Tutto quello che posso fare è cambiare quello che faccio ora, in questo momento.
Non è facile certo, ma è infinitamente più semplice che pensare di cambiare la persona che credo di essere, no?

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