Come ESSERE più CONSAPEVOLI? Cosa vuol dire, perché non lo siamo e come possiamo riuscirci?

Come si fa ad essere più consapevoli?
Se vi state facendo questa domanda anche voi, per prima cosa voglio farvi i complimenti, perché evidentemente, anche se magari non ci avete pensato, avete già fatto secondo me un passo importante verso la consapevolezza, anzi il passo più importante in assoluto.
Rendersi conto di non essere pienamente consapevoli, accorgerci che forse qualcosa ci sfugge e che le cose non stanno esattamente come pensiamo è la base del cambiamento più importante e radicale che secondo me possiamo fare, ed è la base per imparare a vivere più pienamente e più felici.

Ma cosa vuol dire esattamente essere più consapevoli?
Secondo la Treccani significa “avere coscienza”, ma penso che non voglia dire molto.
Stando invece a wikipedia, in psicologia, con il termine consapevolezza (awareness in inglese) si intende la capacità di essere a conoscenza di ciò che viene percepito e delle proprie risposte comportamentali.
Questa definizione mi sembra molto più interessante, ma non vorrei dilungarmi troppo sulla definizione in sè, e comunque non avendo studiato psicologia, potrei dire delle inesattezze.
Per cui provo a spiegare in breve cosa vuol dire per me essere consapevoli: vuol dire riuscire a vedere i propri pensieri e i propri comportamenti in maniera oggettiva, senza giudicarli e senza identificarsi in essi.
Capire che se penso qualcosa, non necessariamente quella cosa è vera, ma semplicemente in questo momento il mio cervello sta producendo questi pensieri.
E vuol dire anche accorgermi dei movimenti del mio corpo e dei miei comportamenti.


Sembra banale ma la verità è che invece tendiamo a vivere il 90% del nostro tempo col pilota automatico.
Ovvero il 90% delle nostre azioni non sono il risultato di una scelta, ma semplicemente la reazione a un impulso.
Ma qual è il problema?
Il problema è che gli antropologhi ci dicono che il nostro patrimonio genetico, il nostro dna, non è sostanzialmente cambiato negli ultimi diecimila anni.
In pratica, sarebbe più o meno impossibile distinguere un neonato del 2021 da un neonato venuto al mondo nell’8000 avanti cristo.
Ma l’homo sapiens, la nostra specie, è comparsa circa duecento mila anni fa, per cui in pratica, come esseri umani, siamo progettati per sopravvivere nell’ambiente naturale di decine di migliaia di anni fa, e questo secondo me, spiega tantissime cose.
Siamo geneticamente predisposti a reagire ad un ambiente ostile, in cui la lotta per la sopravvivenza è durissima e la probabilità di morire di fame, o aggrediti da un altro animale o da un altro uomo è molto alta.
Non mi dilungherò qui su tutte le conseguenze che questo comporta, magari affronterò il tema in un prossimo video, ma quello che vorrei dire ora è che seguire i nostri impulsi e credere ai nostri pensieri è normalissimo e ci può aiutare a sopravvivere in una foresta, ma difficilmente ci aiuterà a vivere pienamente la nostra vita e ad essere felici.
E l’unico modo per liberarsi dal controllo della propria mente e dei propri impulsi è proprio la consapevolezza.
O mindfulness, direi io.
Riuscire a vedere i nostri meccanismi mentali, i nostri comportamenti, senza giudicarli e senza però identificarsi in essi, è l’unico modo per liberarsene.
Nel momento in cui mi accorgo di questi meccanismi, automaticamente me ne libero, potendo quindi scegliere di agire deliberatamente in maniera diversa.
Essere liberi di scegliere vuol dire essere più felici, perché vuol dire liberarsi dalle paure e dalla sofferenza.
Ad esempio in questo momento potrei essere molto preoccupato per qualcosa, ma nel momento in cui smetto di focalizzarmi su questa cosa e sposto invece la mia attenzione sul fatto che in questo momento provo preoccupazione e il mio cervello genera scenari possibili negativi mi aiuta a capire che si tratta solo di un pensiero, e magari posso anche accorgermi che invece avrei mille motivi in questo momento per essere grato, felice ed ottimista.
Ma essere liberi di scegliere vuol dire essere più felici anche perché vuol dire poter spendere il mio tempo in qualcosa che mi fa stare davvero bene, il che molto spesso non è quello che d’impulso farei: ad esempio ormai controlliamo il cellulare e i social network senza neanche accorgercene, completamente d’istinto, decine e centinaia di volte al giorno. Questo perché il nostro cervello cerca una gratificazione immediata, in termini di rilascio di endorfine, per ogni like che riceviamo. Ma è scientificamente provato che l’utilizzo dei social network aumenta lo stress e l’ansia. Sicuramente ci sono tantissime attività che potremmo fare e che ci renderebbero più felici piuttosto che tenere fisso lo sguardo sui social, ma il fatto è che normalmente non scegliamo di controllare il cellulare, lo facciamo e basta.
Essere liberi vuol dire anche essere più produttivi, perché ci consente di investire il nostro tempo in maniera strategica e lucida, e non reattiva alla paura di sbagliare, di non essere all’altezza, al bisogno di gratificazioni esterne e riconoscimenti.
Essere liberi vuol dire anche vivere meglio e più a lungo, perché ci consente di prenderci cura di noi.
Accorgermi che se mi accendo una sigaretta è semplicemente perché il mio corpo ha bisogno di nicotina e proverò sensazioni fisiche fastidiose o dolorose finché non la assumerò, oppure che sto mangiando delle patatine o un dolce solo perché in questo modo il mio cervello rilascerà dopamina e avrò una immediata sensazione fisica di piacere, mi consente di scegliere di agire diversamente.
Il fatto è che, come dicevo prima, diecimila anni fa aveva assolutamente senso che il mio cervello mi spingesse ad ingerire zuccheri, visto che il vero problema era non morire di fame, e lo zucchero era una incredibile riserva di energia, ma oggi questo stesso meccanismo mi porta a peggiorare sensibilmente la mia salute, e anche il mio benessere mentale, perché porta con sè sbalzi d’umore, insoddisfazione, sensi di colpa e così via.
Infine, essere liberi di scegliere vuol dire anche essere più ricchi, perché riconoscere i meccanismi che mi spingono ad acquistare, vuol dire spesso capire che non ha senso farlo.
Capire che il nuovo modello di cellulare o un nuovo vestito non mi renderanno più felice, ma che il mio cervello mi sta invece dicendo il contrario, perché ci è stato detto che saremo persone migliori o più attraenti se lo faremo, vuol dire risparmiare un sacco di soldi.

Tra l’altro dobbiamo anche sempre ricordarci che liberarci dai nostri meccanismi mentali e dai nostri impulsi, vuol dire anche liberarci dal controllo di tante persone che invece li conoscono bene e che hanno tutto l’interesse a sfruttarli per farci fare quello che vogliono loro.
Non è un segreto che i grandi nomi della big tech e dei social network abbiano pool di esperti di psicologia e che le app che usiamo sono studiate e ingegnerizzate per costringerci a usarle il più possibile.
E non è un segreto che lo zucchero venga inserito nei cibi più disparati per darci dipendenza e voglia di ingerirne ancora, e così via.

Detto questo, torniamo alla domanda iniziale.
Come fare ad essere più consapevoli?
Prima di tutto, una buona notizia: la consapevolezza si può allenare, come tutto il resto.
Nel 2000 il neuroscienziato Eric Kandel vinse il premio nobel per la medicina per aver dimostrato la neuroplasticità, ovvero la capacità del cervello di modificare la propria struttura nel corso del tempo in risposta all’ esperienza.
In pratica ogni volta che facciamo qualcosa, modifichiamo anche il nostro cervello, che si adatta per ripetere quella cosa più facilmente in futuro.
Questo vuol dire che ogni volta che ripetiamo un’abitudine, modifichiamo fisicamente la struttura del nostro cervello, rafforzando l’abitudine stessa.
Questo vale per le cattive abitudini, ma anche per quelle buone.
Quindi per abbandonare abitudini dannose e iniziarne di nuove che ci facciano stare meglio, non dobbiamo far altro che riprendere il controllo del nostro focus, della nostra attenzione, della nostra capacità di osservarci.
Tutto questo si può riassumere con una parola: mindfulness.
E l’allenamento per sviluppare questa capacità è in realtà molto semplice, come respirare, ed è la meditazione.
Se non avete mai provato, dovreste provare.
Ormai gli enormi benefici della meditazione in termini di salute e di felicità sono stati ampiamente dimostrati dalla scienza.
Se avete dei dubbi, se pensate di non essere portati, se pensate che sia qualcosa di religioso vi suggerisco caldamente di guardare il video “meditare senza problemi: 9 concetti fondamentali” su questo canale.
Grazie per avermi ascoltato fin qua e a presto.

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Giorgio Luciani Meditazione

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