Qual è secondo la scienza il più importante indicatore della tua felicità futura?
Cioè su cosa dovresti investire il tuo tempo se vuoi vivere una vita felice e sana?
La fama? La ricchezza? Il potere? Il prestigio sociale? Il duro lavoro fatto con passione? L’alimentazione? L’attività fisica?
La risposta potrebbe sorprenderti.
Ciao, mi chiamo Giorgio Luciani e con questo canale voglio aiutare gli altri ad essere felici grazie a mindfulness e meditazione.
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Ma veniamo al tema di questo video.
Prima di tutto, una domanda che probabilmente ti starai facendo: come si fa a studiare l’impatto che diversi fattori possono avere sulla felicità di un essere umano che mediamente vive 80 anni?
Cioè, se chiediamo a una persona anziana quanto è felice e cosa lo ha reso felice, siamo sicuri che si ricordi bene tutta la sua vita e che riesca ad analizzarla capendo effettivamente cosa ha determinato la sua felicità negli anni e cosa ha influito sul suo stato di salute?
La risposta, molto probabilmente, in effetti è no.
Però esiste uno studio unico al mondo, realizzato dall’Università di Harvard, cominciato nel lontano 1938 e durato più di ottant’anni.
I risultati di questo studio, più di diecimila pagine, sono disponibili sotto forma di diversi articoli direttamente sul sito del progetto sul sito dell’Università di Harvard e un interessante riassunto è stato fatto dall’attuale responsabile dello studio, Robert Waldinger, in un bellissimo TED talk che trovi su youtube.
Ma vediamo insieme come è stato realizzato questo studio e quali interessantissime informazioni puoi trarne.
Come dicevo lo studio è cominciato nel 1938, anno in cui i ricercatori hanno selezionato i 724 ragazzi che avrebbero partecipato al progetto per tutta la vita.
I partecipanti erano divisi in due gruppi: il primo gruppo era composto da studenti del secondo anno presso l’Harvard College e terminò il college durante la seconda guerra mondiale, nella maggior parte dei casi arruolandosi per la guerra. Il secondo era invece un gruppo di ragazzi dei quartieri più poveri di Boston, selezionati appositamente perché appartenenti ad alcune delle famiglie più travagliate e disagiate della Boston degli anni ’30, in molti casi senza neanche l’acqua corrente in casa.
Nel corso della loro vita i partecipanti hanno seguito ovviamente mille percorsi diversi.
Alcuni sono diventati operai, altri medici, imprenditori, manager, uno addirittura presidente degli Stati Uniti.
Alcuni sono passati da essere molto poveri a molto ricchi, altri hanno fatto il percorso inverso.
Alcuni hanno sviluppato dipendenze come l’alcolismo, altri hanno vissuto vite sane fino alla tarda età.
I ricercatori dell’Università di Harvard nel frattempo hanno continuato, per ottanta anni di fila, a inviare questionari ai partecipanti, a intervistarli direttamente, ad analizzare le loro cartelle cliniche, le analisi del sangue, ad eseguire scansioni cerebrali, ad intervistare le loro mogli e i loro figli.
Analizzando poi tutti i dati raccolti, i ricercatori hanno potuto cercare delle correlazioni fra i livelli di felicità rilevati durante il corso di tutta la vita, ma anche di salute e di capacità cognitive durante la terza età, e tutti i diversi fattori registrati per ogni individuo nel corso della vita: lavoro, ricchezza, fama, situazione familiare, e così via.
Quello che è emerso è davvero molto interessante, e dovrebbe farti riflettere su come investi il tuo tempo e le tue risorse oggi per avere una vita felice.
Sei pront*? Cominciamo!
- Fra tutti i fattori misurati in una persona di cinquant’anni,il più grande indicatore della sua salute e felicità futura non è il colesterolo, non è la ricchezza, non è la fama, non è il suo lavoro o il suo ruolo sociale, né il suo potere. Il più grande indicatore è quanto questa persona si senta soddisfatta delle proprie relazioni umane. Le persone che più si sentono soddisfatte delle relazioni che hanno con altre persone a cinquant’anni, sono quelle più felici e più sane, ma anche quelle che più staranno fisicamente ed emotivamente bene a ottant’anni.
Per relazioni intendiamo il rapporto con la propria famiglia, con gli amici, con la propria comunità.
Le persone che si sentono più isolate dagli altri di quanto vorrebbero sono quelle meno felici, e sono anche quelle la cui salute peggiora più sensibilmente nel corso del tempo, la cui intelligenza e capacità cerebrale diminuisce di più col passare degli anni e sono anche quelle con una vita media più breve. - non è importante il numero di amici che hai o il fatto che tu abbia una relazione, è la qualità delle relazioni che conta. Ad esempio, un matrimonio molto conflittuale e con poco affetto, risulta avere un impatto sulla felicità, ma anche sulla salute, molto negativo, statisticamente più di un divorzio.
Le buone relazioni, strette e basate sull’affetto, dall’altra parte hanno invece la capacità di proteggerci dall’invecchiamento. Ad esempio le donne e gli uomini di ottant’anni che erano felicemente uniti, hanno riferito che nei giorni in cui avevano più dolore fisico, il loro umore rimaneva comunque felice. Al contrario, le persone coinvolte in relazioni infelici provavano un dolore fisico maggiore, amplificato dal dolore emotivo. - una buona relazione non protegge solo il corpo, ma anche il cervello.
Le persone che hanno una relazione in cui sentono di poter contare sul proprio partner nei momenti del bisogno, hanno una capacità maggiore e più duratura col passare degli anni di ricordare le cose.
Coloro che invece avevano una relazione in cui sentivano di non poter contare sul proprio partner hanno sperimentato un precoce declino della memoria.
L’avresti mai detto?
Magari si, nel caso ti faccio i complimenti e sono veramente felice per te, evidentemente stai già investendo il tuo tempo e le tue energie in quello che con maggiore probabilità potrà aiutarti di più a vivere felice, in salute e a lungo.
Magari invece rientri nel 50% delle persone che secondo un recente studio pensa che fra gli obiettivi più importanti nella vita ci sia il diventare famosi; o nell’80% che pensa che sia diventare ricchi.
In questo caso ti invito solo a riflettere bene sui tuoi obiettivi, perché, citando lo scrittore William Wymark Jacobs, “stai molto attento a quello che desideri, perché potresti ottenerlo“.
Come al solito, grazie mille per avermi seguito fin qui, spero di averti invitato a una riflessione interessante.
Se così è stato, scrivimi nei commenti cosa ne pensi, mi farebbe davvero piacere.
Ciao e al prossimo video!

Ho 23 anni e sono incapace di farmi degli amici a causa di un problema di fiducia generale che mi allontana da chiunque. Apro un amicizia e la chiudo poco dopo, sempre. Non sono timida, non sono incapace di dialogare o stabilire un contatto emotivo, sono solo assalita da paure continue, sospetti, dubbi, e finisco per mollare. Ad oggi ho una relazione, un amico che frequento sporadicamente e nessun altro, al limite solo frequentazioni dovute agli impegni, frequentazioni con cui mi pongo sulla difensiva nonostante i loro tentativi di stabilire qualcosa di più. Sono consapevole che non tutto il mondo sia una minaccia, ma la logica non è abbastanza, altrimenti nessuno avrebbe problemi.
Ciao Rebecca,
ti ringrazio molto per averlo condiviso. Mi dispiace molto per la situazione in cui ti trovi e mi piacerebbe molto poterti aiutare, anche se non è facile da qui.
Mi sembra però che tu abbia già fatto il passo più importante per cambiare la situazione, ovvero prendere coscienza e riuscire a vedere in maniera oggettiva i tuoi comportamenti, pur non avendoli ancora cambiati.
Per quello che vale, sulla base della mia personale esperienza, non posso che chiederti se hai provato a meditare. Per come la vedo io, è lo strumento migliore per allenarti a liberarti dal controllo delle tue paure e dei pensieri che generano. Ci vuole tempo e pazienza, ma per come la vedo io fa miracoli.
Il punto successivo è utilizzare la capacità di concentrazione e osservazione che sviluppi con la meditazione per andare a fondo e capire da dove arrivi la tua paura, per potertene liberare definitivamente.
Alternativamente, non posso che suggerire di affidarti a un supporto di uno psicoterapeuta qualificato, che possa aiutarti a capire le cause di questo comportamento e a modificarlo, se lo desideri.
Un abbraccio e un grandissimo in bocca al lupo,
Giorgio
Molto molto interessante anche se potevamo davvero immaginare ciò che hai detto; non basta mai però il fatto di essere consapevoli di ciò che è importante nella vita Grazie mille
Hai ragione Simona, il punto è proprio che ragionandoci non è nulla di incredibilmente nuovo, però tendiamo tutti a dimenticarcene ogni giorno 🙂
Grazie mille a te del commento e buona giornata!