La realtà è un’illusione? Cosa ci dice la scienza e perché la mindfulness è un approccio razionale.

Albert Einstein scrisse che
La realtà è una semplice illusione, sebbene molto persistente“.
Come è possibile che uno dei più grandi scienziati della storia dell’umanità abbia detto una cosa del genere?
Se c’è una cosa che la scienza ci insegna è proprio che la realtà è definita, misurabile, giusto?
Quando a scuola abbiamo studiato fisica ci hanno spiegato che esiste lo spazio, il tempo, la massa, no?
Razionalmente possiamo dire che la realtà è quella che vediamo, o no?
In realtà no, il fatto è che la fisica che normalmente impariamo a scuola è vecchia di 150 anni. Non vuol dire che sia superata e sia sbagliata, ma ci manca l’informazione secondo me più importante, ovvero che quella fisica funziona per spiegare certi fenomeni, ma non ci dice nulla su come sia effettivamente la realtà esistente, e anzi è in contrasto con le spiegazioni ci ha dato la stessa fisica nei 150 anni successivi.
Fu proprio Einstein a dimostrare ad esempio che lo spazio e il tempo non esistono, o quantomeno non come li pensiamo noi. Semmai esiste lo spaziotempo.
Questa fondamentale verità, ovvero che la realtà non è come la pensiamo noi, è stata quindi affermata dalla scienza più o meno un secolo fa.
Da allora la fisica ha evoluto nuovi modelli e nuove spiegazioni, tutti molto, molto affascinanti.
Non sono un fisico e lascio a chi ne sa di più raccontare la fisica degli ultimi cento anni.
Mi permetto solo di suggerire due testi:
“La trama del cosmo” e “l’universo elegante”, entrambi di Brian Green. Sono scritti benissimo e spiegano a chi fisico non è, le princpali teorie e scoperte della fisica moderna. Una lettura veramente affasciannte.
Comunque, l’informazione per me più significativa è che la realtà non è come la percepiamo, e questo non secondo religioni, esoterismo o teorie varie, ma proprio per la scienza.
In realtà già 300 anni fa un chimico, Antoine Lavoisier, arrivò a una legge fondamentale della fisica classica.
“Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”
.
Ma perché questa affermazione dovrebbe interessarci nella nostra vita quotidiana? E come può aiutarci a vivere meglio?
Perché renderci conto che tutto quello che pensiamo non è poi così vero è un passo fondamentale per liberarci.
Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma, vuol dire ad esempio affermare che neanche la nascita e la morte non sono né l’inizio né la fine di qualcosa, ma sono semplicemente sono delle trasformazioni.
Ma perché vediamo le cose nascere e morire?
Semplicemente perché la nostra mente astrae e tutto il mondo che conosciamo è in realtà creato dalla nostra mente sulla base di un’astrazione.
Il primo a parlare di metodo astrattivo mi risulta sia stato il filosofo Aristotele, almeno in occidente: in pratica diceva che non esistono “gli alberi”, così come non esistono “le persone”, ma esiste questo specifico albero, questa specifica persona, e “gli alberi” sono un concetto presente solo nella nostra mente.
Andando più nel dettaglio, io penso in realtà che non esista neanche questo specifico albero, o quanto meno che esista solo come concetto nella mia mente.
Dal punto di vista ingegneristico, perdonatemi l’approccio, le uniche informazioni che abbiamo del mondo esterno ci arrivano dai nostri sensi, che non sono altro che dei sensori che inviano al cervello degli impulsi elettrici.
La realtà in cui viviamo è creata dalla nostra mente sulla base di questi impulsi elettrici, ma è un modello astratto, che inventiamo noi per dare un senso ai segnali che riceviamo.
Quindi è tutta un’illusione? La realtà non esiste?
Non credo, qualcosa sicuramente esiste, ma non come l’immaginiamo noi.
Pensiamo ad esempio all’enorme differenza tra il mondo, come l’immaginiamo noi, e come l’immaginano un cane, un pipistrello, un pesce.
Sono mondi completamente diversi giusto? Eppure sono tutte astrazioni create a partire dalla stessa realtà.
Che cosa allora è reale e cosa è astrazione?
Io credo che si possa affermare che qualcosa esiste: la materia e l’energia, o qualcosa del genere.
Così come esistiamo noi, solo che non esistiamo in quanto individui, quella è una astrazione, peraltro facilmente smascherabile secondo me, ma come parte del tutto.
E in questo senso siamo sempre esistiti e sempre esisteremo: gli atomi, la materia che costituisce il mio corpo esisteva già millenni fa ed esisterà anche dopo quella che la mia mente chiama morte.
In realtà gli atomi del mio corpo poco tempo fa costituivano la colazione che ho fatto questa mattina, e prima ancora erano dei chicchi di avena.
E, visto che il concetto di io è una astrazione, fatta di confini immaginari fra ciò che considero “io” e ciò che considero “non io”, posso dire che in realtà quell’io non esiste.
Eliminando questi confini mentali, posso dire che io sono il sole, sono gli alberi che oggi sono fioriti, sono la luna, le stelle.
Al di là di tutte le riflessioni che ho appena fatto, quello che più importa è proprio qui: riconoscendo i limiti della mia mente, liberandomene, mi libero anche dalle paure, dalla sofferenza, e posso iniziare a guardare e vivere quello che c’è al di fuori, ed è un mondo bellissimo.

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